Neonati pretermine: il particolare fabbisogno alimentare

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Nelle ultime due decadi, il miglioramento delle cure neonatologiche ha condotto ad un incremento della sopravvivenza dei nati pretermine. Ciò ha permesso lo studio approfondito dei bisogni specifici di questi bambini che necessitano di una gestione appropriata.

L’obiettivo principale nella cura del neonato pretermine è il raggiungimento di una crescita post-natale soddisfacente sia dal punto di vista funzionale che strutturale. Un adeguato apporto nutrizionale incide sul benessere generale e sullo sviluppo a lungo termine.

Come monitorare la crescita del neonato pretermine?

L’attento monitoraggio dei parametri auxologici (peso, circonferenza cranica e altezza/lunghezza) è elemento imprescindibile per valutare la crescita del neonato. A maggior ragione, per i nati pretermine, il monitoraggio deve essere condotto rigorosamente anche dopo la dimissione ospedaliera. Infatti, tali neonati sono frequentemente dimessi con un peso inferiore e possono crescere meno rispetto ai nati a termine.

Lo studio della curva di crescita permette di valutare l’appropriatezza della nutrizione. Spesso, i nutrienti raccomandati non sono prescritti e si realizzano carenze relative ai bisogni specifici di questi bambini. L’impatto è negativo sull’outcome a lungo termine: i pretermine con basso peso non corretto nelle prime settimane di vita hanno un rischio maggiore di andare incontro ad ipertensione arteriosa, diabete mellito tipo 2, osteoporosi e deficit dello sviluppo cognitivo.

Qual è il fabbisogno energetico di un neonato prematuro?

Il fabbisogno energetico del nato prematuro è calcolato sulla base di quello ideale che avrebbe assunto a livello uterino. Tale dato può modificarsi in relazione all’ambiente extrauterino ed al differente metabolismo e composizione dei nutrienti.  Inoltre, la concomitante presenza di deficit alimentari preesistenti o sopraggiunti e patologie, possono incrementarne la variabilità.

In linea generale, per un neonato prematuro con peso >1000g che assuma una quantità di proteine >3-3,6 g/kcal, è appropriato fornire un apporto energetico pari a 110-135 kcal/kg al giorno. La valutazione e gestione dello specialista resta dirimente.

Il corretto apporto nutrizionale è dunque fondamentale nel pretermine, sia esso alimentato con latte materno, con latte umano fortificato o con formula. In quest’ultimo caso, considerato che non tutte le formule sono uguali, la scelta deve ricadere sulla più appropriata.

I latti formulati sono tutti uguali?

Al fine di favorire un adeguato recupero ponderale, esistono in commercio differenti latti formulati. Tali alimenti, a fini medici speciali, devono garantire un apporto nutrizionale in linea con quello indicato dalle più recenti raccomandazioni ESPGHAN, la più importante Società Europea di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica.

Le formule per i pretermine di peso molto basso alla nascita “Pre-0” sono indicate nel neonato pretermine con peso inferiore a 1500g. La composizione e l’apporto energetico sono studiati per garantire il soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali specifici del pretermine. L’obiettivo è raggiungere una crescita simile alla crescita fetale ed uno sviluppo funzionale adeguato.  

Le formule “0”, sono invece indicate per i neonati pretermine di basso peso alla nascita, pretermine con peso compreso fra 1500g e 2500g.

Le formule invece note come ‘post discherge formula’, o formule pre-1, sono studiate per il recupero ponderale dei neonati nati prematuri e che al momento delle dimissioni dall’ospedale hanno un peso fra i 2500g e 3500g, o devono recuperare il gap di peso rispetto all’età gestazionale.

Take Home Message

La corretta nutrizione del neonato prematuro condiziona il suo stato di salute generale anche a lungo termine. La rigorosa valutazione dei parametri auxologici permette di studiare la crescita nel pretermine e di modificarne l’alimentazione. Nei bambini alimentati artificialmente, la scelta della formula corretta in relazione al peso è essenziale per garantire al bambino il soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali specifici.

Letteratura di Riferimento

  • Medical Position Paper Global Standard for the Composition of Infant Formula: Recommendations of an ESPGHAN Coordinated International Expert Group” Berthold Koletzko, Susan Baker, Geoff Cleghorn, Ulysses Fagundes Neto, Sarath Gopalan, Olle Hernell, Quak Seng Hock, Pipop Jirapinyo, Bo Lonnerdal, Paul Pencharz, Hildegard Pzyrembel, Jaime Ramirez-Mayans, Raanan Shamir, Dominique Turck, Yuichiro Yamashiro, and Ding Zong-Yi JPGN 41:584–599 November 2005
  • Enteral Nutrient Supply for Preterm Infants: Commentary From the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition Committee on Nutrition” C. Agostoni, G. Buonocore, V.P. Carnielli, M. De Curtis, D. Darmaun, T. Decsi, M. Domello¨f, N.D. Embleton, yyC. Fusch, O. Genzel-Boroviczeny, O. Goulet, S.C. Kalhan, S. Kolacek, B. Koletzko, A. Lapillonne, W. Mihatsch, L. Moreno, J. Neu,B. Poindexter, J. Puntis, G. Putet, J. Rigo, A. Riskin, B. Salle, P. Sauer, R. Shamir, H. Szajewska, P. Thureen, D. Turck, J.B. van Goudoever, and E.E. Ziegler, for the ESPGHAN Committee on Nutrition, JPGN Volume 50, Number 1, January 2010
  • Feeding Preterm Infants After Hospital Discharge A Commentary by the ESPGHAN Committee on Nutrition” ESPGHAN Committee on Nutrition: Peter J. Aggett, Carlo Agostoni, Irene Axelsson, Mario De Curtis, Olivier Goulet, Olle Hernell, LBerthold Koletzko, Harry N. Lafeber, Kim F. Michaelsen, John W.L. Puntis, Jacques Rigo, Raanan Shamir, Hania Szajewska3, Dominique Turck, and Lawrence T. Weaver JPGN 42:596 Y 603 May 2006