L’anemia ferropriva in gravidanza pone a rischio mamma e bambino

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La gravidanza è uno dei momenti più delicati nella vita di una donna la quale osserva il proprio corpo cambiare. Nel corso dei nove mesi, infatti, avvengono profonde modificazioni che mutano le normali necessità nutrizionali. Accompagnare una donna lungo il percorso ponendo attenzione a questi aspetti è fondamentale per garantirle una serena gestazione.

In gravidanza cambiano le necessità nutrizionali

Le modifiche che avvengono nel corso della gravidanza sono funzionali alla crescita ed al mantenimento della vitalità del feto. L’anemia è un riscontro fisiologico nelle gestanti poiché la minore viscosità del sangue permette una migliore perfusione fetale. Essa però deve essere contenuta entro certi limiti oltre i quali bisogna intervenire.

In quasi la metà delle gestanti l’anemia è causata da deficit di ferro

L’anemia fisiologica non deve essere confusa con l’anemia ferropriva che è patologica. Il deficit di ferro, infatti è la più comune carenza alimentare e sia i bambini che le donne in gravidanza sono i soggetti più a rischio. Si stima che il 41% delle gestanti siano anemiche ed in più della metà dei casi ciò è imputabile ad una bassa assunzione di ferro nella dieta.

L’anemia in gravidanza è patologica se i livelli di emoglobina sono < 11g/dl nel primo e nel terzo trimestre ed < 10.5 g/dl nel secondo trimestre.

La carenza di ferro nella dieta espone a gravi rischi la mamma ed il bambino. L’anemia da deficit di ferro è correlata a rischio di parto pretermine, infezioni puerperali e un maggior tasso di mortalità materna e fetale. È indicato sottoporre a screening tutte le donne gravide sin dal primo controllo e ripeterlo a 28 settimane per disporre un eventuale trattamento. Se necessario sarà utile ricontrollare l’assetto marziale a 33-37 settimane.

In gravidanza è buona norma integrare 30 mg/die di ferro

Secondo la World Health Organization in gravidanza bisognerebbe assumere una dose profilattica di 30 mg di Ferro al giorno. L’integrazione di Ferro dovrebbe essere intrapresa il prima possibile poiché riduce del 70% il rischio di anemia.

Se nel corso delle valutazioni di routine si diagnostica un’anemia ferro carenziale, la dose di ferro giornaliera indicata è di 120mg/die finché il valore di emoglobina non sia pari a 11,0 g/dl. Raggiunto il target, la dose deve essere ridotta a 30-60mg/die secondo le necessità della gestante.

Bisogna porre attenzione a quelle gestanti con un rischio più elevato di andare incontro ad anemia

Esistono delle gestanti nelle quali bisogna porre più attenzione. Nelle aree ad elevata incidenza di anemia ferro-carenziale bisognerà iniziare con una dose profilattica di 60mg/die di ferro. Le donne vegetariane e vegane, invece, possono andare più frequentemente incontro a deficit di zinco, ferro e Vitamina B12. Per queste gestanti sarà indicato proporre una consulenza nutrizionale prima di intraprendere una gravidanza così da adeguare il regime alimentare alle necessità nutrizionali.

In ultimo, le gravidanze nelle donne con meno di 20 anni sono caratterizzate da un profilo psicologico di particolare fragilità. A questo sia aggiunge che la gestazione subentra in un organismo a sua volta in crescita. Quindi, nelle donne in gravidanza con meno di 20 anni è indicata una consulenza nutrizionale al fine di garantire un adeguato apporto di principi nutritivi.

La consulenza nutrizionale è un ottimo strumento utile a definire le nuove esigenze nutrizionali

La gravidanza comporta una profonda modificazione degli equilibri fisiologici. L’anemia gravidica è fisiologica entro certi limiti superati i quali bisogna intervenire. Il deficit di ferro è la più comune carenza alimentare e le gestanti sono a rischio carenza. Integrare 30mg/die di ferro riduce del 70% il rischio di anemia da deficit di ferro

Riferimenti scientifici