Probiotici: quando è indicata la somministrazione nel bambino? – pt. 1

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I probiotici sono uno strumento ampiamente diffuso sul mercato e di cui spesso sentiamo parlare, anche in maniera inappropriata. Il corretto utilizzo, lì dove si è certi possano apportare beneficio per la salute del bambino, è una risorsa preziosa da adoperare. Inoltre, in specifiche condizioni come le gastroenteriti acute, limitano l’utilizzo degli antibiotici e restituiscono equilibrio alla flora intestinale alterata.

Secondo la definizione FAO/WHO, i probiotici sono “microorganismi vivi che, se somministrati nella giusta quantità, possono apportare dei benefici per la salute”. Nel corso degli anni la ricerca si è focalizzata sui campi di applicazione e contestualmente sono cresciute le evidenze presenti in letteratura.

Secondo la regolamentazione italiana, i probiotici sono integratori alimentari in cui devono essere ben descritte le specie batteriche presenti ed il cui utilizzo deve essersi dimostrato sicuro. Inoltre, è necessario somministrarli ad una dose minima adeguata ed indicata in ogni prodotto perché resistano al passaggio nel tratto gastrointestinale e lo colonizzino.

Un documento redatto dalla Società Italiana di Pediatria ha indicato i campi di applicazione in cui i probiotici hanno dimostrato esprimere un beneficio sulla salute del bambino. In particolare, la somministrazione è indicata e/o consigliata:

  • nell’enterocolite necrotizzante e nella sepsi tardiva
  • nella diarrea acuta di origine infettiva nei bambini;
  • nel trattamento dei disordini funzionali gastrointestinali in età pediatrica;
  • nella prevenzione delle patologie allergiche nel neonato.

In questo articolo e nel successivo approfondiremo tutte e quattro queste condizioni.

Enterocolite Necrotizzante e Sepsi Tardiva o Late Onset Sepsis

L’enterocolite necrotizzante è una gravissima patologia del neonato che è causa di una elevata mortalità infantile. Si presenta nel 2,6-28% dei neonati a seconda delle fasce di rischio esaminate ed ha una mortalità che può giungere sino al 30% richiedendo un intervento chirurgico in quasi un bambino su due.

Il basso peso per età gestazionale, la prematurità e la disbiosi sono alcuni dei fattori predisponenti. Sebbene ad oggi non si abbia un quadro certo della causa, l’alterata flora intestinale e l’immaturità della barriera intestinale sembra giochino un ruolo centrale. La malattia, rapidamente progressiva, è causa di lesioni intestinali ischemiche associate a traslocazione batterica che possono evolvere in un coinvolgimento sistemico drammatico e rapidamente progressivo.

Rinforzare la flora intestinale si è dimostrato utile nell’aumentare l’efficacia delle difese immunitarie e nel costituire una barriera fisica che impedisca la colonizzazione da parte di batteri patogeni. I probiotici riequilibrano il microbiota alterato e ciò si è dimostrato essere vantaggioso nella prevenzione della NEC e della LOS.

Secondo le ultime linee guida ESPGHAN la somministrazione di Lactobacillus rhamnosus GG potrebbe essere un fattore protettivo e mitigare il numero e la gravità dei casi di Enterocolite Necrotizzante. L’assunzione può essere raccomandata in assenza di controindicazioni. L’impiego dei probiotici incide sulla mortalità di due patologie infantili la cui gravità può essere destruente.

I probiotici sono la prima scelta nella diarrea infettiva acuta

Le gastroenteriti acute sono una condizione frequente nei bambini che, se mal gestite, comportano la somministrazione inappropriata di antibiotici. Quest’ultimi, in assenza di chiara utilità, possono addirittura aggravare la condizione contribuendo all’alterazione della flora intestinale.

Per diarrea intendiamo l’emissione di feci di ridotta consistenza con un numero di evacuazioni superiori a tre nelle ventiquattro ore. L’eziologia è tipicamente infettiva e, proprio in questa circostanza, i probiotici trovano il loro massimo campo di applicazione.

L’impiego dei probiotici riduce la durata della diarrea e, soprattutto, riduce il rischio di evoluzione in forme gravi. Non tutti i probiotici sono uguali e gli effetti benefici sulla salute dipendono dalla specie considerata. Il Lactobacillus rhamnosus GG è il probiotico più studiato e con il più alto grado di evidenza.

Secondo le linee guida ESPGHAN 2014 è indicata la somministrazione di Lactobacillus rhamnosus GG o Saccharomyces boulardii nel trattamento della diarrea acuta del bambino. Il Lactobacillus rhamnsosus GG assunto ad una dose >1010 CFU/die per 5-7 giorni riduce l’intensità e la durata della gastroenterite acuta. LGG è uno fra i probiotici consigliati e la magnitudo del suo effetto benefico è maggiore nelle forme infettive come quelle da rotavirus. Il Lactobacillus rhamnsous GG, L. reuteri e S. boulardii sono i probiotici con maggior grado di evidenza nel trattamento delle forme diarroiche acute nel bambino.

Letteratura di riferimento

  • Martinelli et al. Probiotics’ efficacy in paediatric diseases: which is the evidence? A critical review on behalf of the Italian Society of Pediatrics. Italian Journal of Pediatrics (2020) 46:104