Alcuni antibiotici causano diarrea ma ecco i consigli per prevenirla

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La somministrazione impropria di antibiotici è oggetto di confronto per la comunità scientifica e l’appropriatezza prescrittiva è una linea tracciata da percorrere. L’impiego eccessivo incrementa la comparsa di specie batteriche resistenti le quali diverranno presto un problema da non sottovalutare.

Se l’uso inappropriato è nel tempo una questione di salute pubblica, gli effetti avversi immediati sono un’incombenza per il paziente. Ciò impone al medico di operare una scelta oculata servendosi, quando possibile, di linee guida ed indicazioni condivise. Tale modus operandi ne ridurrebbe l’impiego ed eviterebbe l’insorgenza di effetti collaterali frequenti come la diarrea associata a terapia antibiotica.

La diarrea è frequente dopo l’assunzione di antibiotici

La diarrea associata a terapia antibiotica o AAD è un effetto collaterale particolarmente frequente in alcune classi di antibiotici. La sua incidenza è alta attestandosi in un range che varia fra il 5% ed il 62% dei pazienti trattati. I sintomi subentrano in un lasso di tempo ampio e fino a due mesi dall’ultima assunzione. L’emissione di feci poco formate si accompagna a crampi addominali fitti ed urenti assieme alla sensazione di defecazione urgente.

I bambini sono particolarmente suscettibili. Nella popolazione pediatrica l’incidenza della diarrea associata a terapia antibiotica oscilla fra l’11% ed il 40%. Inoltre, la necessità dei genitori di esser presenti si accompagna a maggiori disagi nell’assistenza, giorni di lavoro persi e difficoltà nella gestione. Alla luce della portata del fenomeno è opportuno utilizzare strumenti di prevenzione.

Nei bambini definiamo diarrea da una fino a tre emissioni di feci poco formate o liquide nelle 24-48h. Negli adulti, si considera la patologia quando vi sono più di 3 scariche nelle 24h. Gli anziani, immunocompromessi ed i pazienti ospedalizzati sono i soggetti più colpiti.

La diarrea è spesso la manifestazione di una microflora intestinale alterata

La diarrea è spesso la manifestazione di una microflora intestinale alterata. Infatti, il tratto gastrointestinale è abitato da più di 400 specie batteriche per un totale di milioni di cellule. Nel complesso compongono il microbiota intestinale, un vero e proprio organo che svolge importanti funzioni omeostatiche ed antiinfiammatorie locali e sistemiche.

Gli antibiotici alterano la microflora intestinale. Esemplificative sono le penicilline, le cefalosporine e la clindamicina. Il sovvertimento dell’equilibrio permette la colonizzazione di batteri patogeni ed il Clostridium difficile è il batterio generalmente isolato. Supportare la salute del microbiota intestinale previene l’insorgenza della diarrea da antibiotico.

Gli antibiotici alterano la microflora intestinale. I probiotici sono un valido supporto

I probiotici sono microorganismi che somministrati nelle giuste quantità conferiscono beneficio per la salute. Colonizzando il tratto gastrointestinale ripristinano lo stato di salute della microflora ripopolando la popolazione di batteri simbionti alterata dagli antibiotici. La somministrazione preventiva o terapeutica di probiotici coadiuva l’equilibrio del microbiota.

Una meta-analisi pubblicata dalla Cochrane ha valutato l’efficacia dei probiotici nel prevenire la diarrea da antibioticoterapia. Sono stati inclusi 33 trial clinici randomizzati per un totale di 6352 bambini. Il campione è stato descritto come ben rappresentativo della popolazione generale. Inoltre, sono stati studiati gli eventi avversi registrati nei trial inclusi.

Il L. rhamnosus GG previene la diarrea post antibioticoterapia

I probiotici riducono il rischio di diarrea associata ad antibiotico. I dati mostrano che l’8% dei pazienti trattati con antibiotici e probiotici sviluppa diarrea. Viceversa, i sintomi insorgono nel 22% di coloro sottoposti a sola terapia antibiotica. Dei 33 trial clinici analizzati, 6 studi hanno valutato l’efficacia del L. rhamnosus GG integrato come unico probiotico.  Dall’analisi è emerso che il L. rhamnosus GG riduce il rischio di sviluppare diarrea associata ad antibioticoterapia.

Il L. rhamnosus GG previene la diarrea da antibiotico. L’efficacia dipende sia dalla dose che dal timing di inizio della terapia. La capacità di ridurre il rischio di diarrea propria del L. rhamnosus GG non è traslabile ad altri probiotici e risulta specie-specifica. Inoltre, integrare LGG è sicuro. I dati elaborati nella meta-analisi, infatti, non hanno mostrato effetti avversi gravi conseguenti la somministrazione.

Somministrare L. rhamnosus GG in concomitanza dell’inizio della terapia antibiotica previene l’insorgenza della diarrea. Rispettare la posologia ed iniziare subito l’integrazione migliora l’efficacia del probiotico. LGG è una scelta sicura per il nostro bambino, scevra da effetti collaterali gravi ed opportuna per sostenere la microflora intestinale.

Fonti:

  • Guo Q, Goldenberg JZ, Humphrey C, El Dib R, Johnston BC. Probiotics for the prevention of pediatric antibiotic-associated diarrhea (Review). Cochrane Library
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