Vitamina D: spesso anche i giovani ne sono carenti

77
Vitamina D

La carenza di Vitamina D è comune nella popolazione italiana. Le donne anziane sono le più esposte. Correggerla significa migliorare il proprio stato di salute.

Il 76% delle donne con più di 70 anni ha carenza di Vitamina D (<12ng/ml). Un fenomeno largamente diffuso nella nostra popolazione che coinvolge anche le giovani donne. Nel 30% di esse, infatti il livello di Vit. D è insufficiente (<20ng/ml). Persino il 50% degli adolescenti, nei mesi invernali, mostra valori ridotti.

Che cos’è la Vitamina D?

La Vitamina D è un ormone con diverse funzioni ed ampiamente studiato. Circa l’80% è sintetizzata a livello cutaneo. In seguito all’esposizione della cute ai raggi ultravioletti, la provitamina D viene convertita in Vit. D. Con l’avanzare dell’età, a parità di tempo di esposizione, diminuisce la quota prodotta. La restante parte è assunta con la dieta sotto forma di Vitamina D3 (colecalciferolo) o Vitamina D2 (ergosterolo).

Il fabbisogno giornaliero si attesta tra 1500 UI/die nei soggetti giovani e 2300 UI/die nei soggetti anziani con un basso introito di calcio. È presente in concentrazione particolarmente elevata nelle sardine, tonno, salmone e nel pesce in genere, ma anche nell’olio di fegato di merluzzo, nel tuorlo d’uovo ed in alcuni funghi. Meno in carne e formaggi.

Quali sono le sue funzioni?

La Vitamina D è conosciuta per esser implicata nel metabolismo osseo. Infatti, aumenta la concentrazione di Calcio promuovendone l’assorbimento intestinale ed il riassorbimento renale. Interagisce con le cellule costituenti il tessuto osseo e ne induce l’attivazione. Nel complesso l’effetto si esplica nel fisiologico rimodellamento del tessuto osseo.

Meno conosciute sono invece le proprietà extra-scheletriche. Adeguati livelli di Vitamina D sono correlati ad una riduzione della mortalità per tutte le cause. Il suo ruolo ormonale incide anche nel metabolismo del glucosio. Il deficit è associato a resistenza insulinica e ad alterazione della glicemia basale.

La vitamina D ha anche effetti immunomodulatori:

  • Livelli adeguati (cut-off di 38 µg/ml) prevengono l’insorgenza di infezioni respiratorie,
  • L’integrazione riduce le riacutizzazioni di episodi asmatici;
  • Influenza l’insorgenza di malattie autoimmuni ed ha un ruolo nella patogenesi del Diabete Tipo 1.

Quali sono i valori normali e cosa fare in caso carenza?

Sebbene nella letteratura non ci sia opinione univoca, il valore normale di Vitamina D è generalmente pari a 32 µg/ml. Nel range compreso fra 30-20 µg /ml, 20-12 µg /ml e <12 µg /ml, si ha rispettivamente sufficienza, insufficienza e deficit o grave carenza.

Uno stato carenziale non può essere recuperato con la sola dieta. L’assenza di cibi addizionati in Italia, permette di raggiungere con l’alimentazione una quota media di sole 300 UI/die a fronte delle 1200-2000 UI/die richieste.

La supplementazione farmacologica garantisce il ripristino di adeguati livelli di Vitamina D. È somministrata classicamente per via enterale o intramuscolo, ma spesso insorgono dei problemi.

I pazienti con malassorbimento intestinale o malattie infiammatorie croniche intestinali, infatti hanno un ridotto assorbimento e sono costretti a ricorrere ad iniezioni intramuscolo. Ciò diminuisce l’adesione alla terapia.

La somministrazione sublinguale, si è dimostrata essere una valida alternativa alle formulazioni farmaceutiche comunemente impiegate.

Uno studio preliminare osservazionale condotto da E. Capolungo et All, ha valutato gli effetti della somministrazione di Vitamina D in flash tabs per via sublinguale. Partendo con livelli <20 µg/ml, sono state somministrate 1000 UI/die per un periodo di 90gg. Circa l’80% del campione è andato a target a termine della terapia raggiungendo valori >30 µg/ml.

La somministrazione sublinguale, garantendo un’ottima biodisponibilità, rende agevole l’assunzione di Vitamina D anche nel paziente con problematiche intestinali che non vuol ricorrere alle iniezioni.

Letteratura di riferimento

  • Adami S. et Al. Linee guida su prevenzione e trattamento dell’ipovitaminosi D con colecalciferolo. Reumatismo, 2011; 63 (3):129-147
  • Vierucci et al. Prevalence of hypovitaminosis D and predictors of vitamin D status in Italian healthy adolescents. Italian Journal of Pediatrics 2014;40:54
  • Capolungo E. et Al. Somministrazione sublinguale di vitamina D in flash tabs: studio preliminare osservazionale. Giorn. It. Ost. Gin. 2018; 2
  • Isaia G. et Al. Prevalence of hypovitaminosis D in elderly women in Italy: clinical consequences and risk factors. Osteoporos Int 2003;14:577–582
  • Autier P. et Al. E ect of vitamin D supplementation on non-skeletal disorders: a systematic review of meta-analyses and randomised trials. Lancet Diabetes Endocrinol 2017
  • Vitamin D supplementation in primary allergy prevention: systematic review of randomized and non-randomized studies
  • Josè J. Y.-N. et A. Vitamin D supplementation in primary allergy prevention: systematic review of randomized and non-randomized studies. doi:10.1111/all.13241
  • Cesareo R. et Al. Italian Association of Clinical Endocrinologists (AME) and Italian Chapter of the American Association of Clinical Endocrinologists (AACE) Position Statement: Clinical Management of Vitamin D Deficiency in Adults. Nutrients 2018;10(546):1-22