Probiotici: quando è indicata la somministrazione nel bambino? – pt. 2

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probiotici

I probiotici sono uno strumento utile nel trattamento di alcune condizioni patologiche e in alcuni casi possono ridurre l’impiego dei farmaci. Secondo quanto elaborato dalla Società Italiana di Pediatria è possibile identificare quattro campi di applicazione in cui i probiotici hanno un buon profilo di efficacia ed un razionale di somministrazione.

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I probiotici sono strumenti ampiamente disponibili sul mercato il cui impiego è spesso dibattuto e le indicazioni misconosciute. La Società Italiana di Pediatria ha pubblicato sul Journal of Pediatrics una revisione critica della letteratura indentificando quattro campi di applicazione nei quali la somministrazione di specifici probiotici può apportare beneficio per la salute del bambino.

Cosa sono i probiotici?

Secondo la definizione elaborata dalla WHO/FAO, i probiotici sono “microorganismi vivi che somministrati nella giusta dose possono apportare beneficio” per la salute del bambino.  Nel precedente articolo – consultabile cliccando su questo link – abbiamo esaminato due delle quattro indicazioni all’impiego dei probiotici.

Come già illustrato, i probiotici sono lo strumento di scelta nel trattamento della diarrea infettiva acuta del bambino. La somministrazione di Lactobacillus rhamnosus GG o di Saccharomyces boulardii riduce la durata ed il rischio di evoluzione in forme più gravi di malattia.

L’Enterocolite Necrotizzante e la Sepsi tardiva del neonato sono due temibili patologie nelle quali i probiotici assumono un ruolo. La somministrazione di Lactobacillus rhamnosus GG potrebbe avere un impatto sul numero dei casi di NEC e coadiuvare la riduzione dell’alta mortalità ad essa associata.

Le patologie allergiche e i disturbi funzionali del tratto gastrointestinale costituiscono un insieme di disturbi per i quali la letteratura ha focalizzato l’attenzione sui probiotici. La disregolazione del microbiota intestinale, infatti, costituirebbe uno degli elementi implicati nell’insorgenza di condizioni patologiche complesse e multifattoriali.

Le patologie allergiche possono beneficiare dell’integrazione dei probiotici

Le malattie allergiche sono un insieme di condizioni cliniche che possono esordire nella prima infanzia ed i cui meccanismi sono in parte sconosciuti. Sebbene numerose concause siano state ritenute responsabili, l’alterazione del microbiota sembra essere uno elemento preponderante. Infatti, l’assunzione di antibiotici durante la gravidanza, il tipo di allattamento, la dieta, il fumo o la modalità di parto, ne favoriscono la disregolazione e costituiscono un fattore di rischio.

Il ruolo del microbiota è sempre più centrale nell’insorgenza delle patologie allergiche, ma l’utilità della sua modulazione attraverso i probiotici è in corso di studio. Inoltre, ogni probiotico mostra un profilo di efficacia differente che è proprio della specie e non traslabile ad altri ceppi. Il Lactobacillus rhamnsosus GG è il probiotico più studiato e quello per cui c’è il più alto grado di evidenza.

Le linee guida elaborate dalla Word Allergy Organization – WAO suggeriscono la somministrazione dei probiotici nelle gestanti in cui il bambino sia ad alto rischio di sviluppare patologie allergiche, durante il periodo di allattamento e nei bambini ad alto rischio. Infatti, i probiotici si sono dimostrati in grado di ridurre l’incidenza di eczema allergico.

Quale ruolo hanno i probiotici nei disturbi funzionali del tratto gastrointestinale

I disturbi funzionali del tratto gastrointestinali esordiscono precocemente e sono inquadrati dai Criteri Roma IV. Si stima che ne sia coinvolto fino al 40% dei neonati, con una percentuale che decresce con l’aumentare dell’età. Numerose sono le condizioni che rientrano in questa definizione, ma tutte si possono classificare in tre classi prevalenti di disturbi funzionali che sono associati con:

    • dolore addominale;
    • nausea e vomito;
    • costipazione.

Non vi sono tutt’ora descrizioni esaustive dei meccanismi che sottendono lo spettro dei disturbi, in quanto caratteristica è la mancanza di un’evidente alterazione strutturale o biochimica. Emergente è il ruolo del microbiota il quale, essendo implicato nella modulazione dell’infiammazione locale, potrebbe spiegare parte della patogenesi dei disturbi funzionali.

Favorire il ripristino della salute della microflora intestinale con l’integrazione dei probiotici è una strategia che potrebbe rivelarsi valida. Nonostante l’ipotesi sia promettente, ad oggi non esistono conclusioni chiare che indichino la somministrazione di specifiche specie nel trattamento dei disturbi funzionali gastrointestinali.

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Letteratura di riferimento

  • Martinelli et al. Probiotics’ efficacy in paediatric diseases: which is the evidence? A critical review on behalf of the Italian Society of Pediatrics. Italian Journal of Pediatrics (2020) 46:104